Vai al contenuto
24Secondi
StatisticheRedazione

Zona o uomo: due modi opposti di difendere

Che cosa cambia davvero fra difendere un avversario e difendere una porzione di campo

Emanuele R.3 min di lettura
Zona o uomo: due modi opposti di difendere
Foto:Erik DrostCC BY 2.0via Wikimedia Commons

La domanda «è meglio la zona o l'uomo» è mal posta. Una difesa non è buona in astratto: è buona se obbliga chi attacca a prendere i tiri che preferirebbe evitare.

Difesa a uomo

Ogni difensore ha un avversario assegnato e lo segue ovunque vada.

È la difesa di base, e ha un pregio decisivo: le responsabilità sono chiare. Se il tuo uomo segna, sai di chi è la colpa. È il motivo per cui si insegna per prima, e per cui resta la scelta predefinita a ogni livello.

Pubblicità

Regge bene contro squadre che attaccano con l'uno contro uno, perché ogni duello è isolato e nessun difensore deve prendere decisioni per conto di altri.

Soffre invece i blocchi continui. Ogni blocco costringe a una decisione — passare sopra, sotto, cambiare — e ogni decisione è un'occasione di errore. Un attacco costruito su blocchi ripetuti non cerca il canestro subito: cerca l'errore di comunicazione.

Difesa a zona

Ogni difensore copre una porzione di campo, non una persona.

La disposizione si indica con numeri che descrivono le file dal perimetro verso il canestro.

Pubblicità

2-3 — due esterni davanti, tre uomini vicino a canestro. Chiude l'area e invita a tirare da fuori. È la zona più diffusa.

3-2 — tre davanti, due dietro. Protegge il perimetro, concede il gioco interno. Si usa contro squadre che tirano molto da tre.

1-3-1 — alza la pressione sulla trequarti e forza le palle perse, lasciando però gli angoli scoperti. È aggressiva e rischiosa.

2-1-2 — variante della 2-3 con un uomo centrale più alto, per contrastare il gioco dal gomito.

Quando la zona conviene

  • Contro squadre che tirano male da tre. È la condizione principale: la zona regala il tiro da fuori, e se l'avversario lo segna la difesa non funziona.
  • Quando i propri lunghi sono in difficoltà sui cambi. La zona evita di doverli far uscire sul perimetro.
  • Con giocatori gravati di falli. Limita i contatti diretti e permette di tenere in campo chi rischia il quinto fallo.
  • Come cambio di ritmo. Per pochi possessi, il valore sta nella sorpresa più che nella struttura: un attacco che ha preparato l'uomo perde tempo a riorganizzarsi.
  • Quando si è stanchi. Richiede meno corsa a inseguimento, ed è una scelta frequente nei finali di stagioni dense.

I costi

I rimbalzi. È il problema principale. Nella zona nessuno ha un uomo da tenere lontano dal canestro, quindi le responsabilità di tamponamento sono vaghe e le seconde opportunità concesse aumentano.

Il ricambio di palla veloce. Ogni passaggio costringe l'intera struttura a scorrere. Un attacco che muove la palla più velocemente di quanto la zona riesca a ruotare trova sempre un tiro aperto.

Il giocatore in mezzo. Piazzare un attaccante nel cuore della zona costringe i difensori a scegliere chi marcare, e da lì partono i passaggi che la aprono.

In Italia e in Europa

In Eurolega e in Serie A la zona è più frequente che in NBA.

Non è una questione di scuola o di tradizione: è che gli avversari tirano diversamente. Il cronometro dei possessi più corto sulle rimesse offensive e la qualità media del tiro da fuori rendono la zona più rischiosa in NBA che in Europa.

Esistono anche differenze regolamentari sugli aiuti difensivi che cambiano cosa è consentito fare senza marcare nessuno.

Le difese miste

Fra i due estremi esistono soluzioni ibride, usate soprattutto per neutralizzare un singolo avversario.

Box-and-one — quattro difensori in zona, uno a uomo sul giocatore migliore. Triangle-and-two — tre in zona, due a uomo.

Sono difese di emergenza: funzionano finché l'avversario non le riconosce, e vivono di sorpresa.

Cosa guardare

Quando una squadra passa alla zona a metà partita, non guardare il primo possesso: guarda il terzo o il quarto. I primi due dicono solo se l'attacco è stato colto di sorpresa. Dal terzo in poi si vede se l'ha capita — e se l'ha capita, la zona torna in panchina.

Domande frequenti

Quando conviene usare la difesa a zona nel basket?
La zona conviene contro squadre che tirano male da tre, quando i propri lunghi faticano sui cambi, con giocatori gravati di falli, e come cambio di ritmo per pochi possessi.
Qual è lo svantaggio principale della difesa a zona?
La zona rende difficile assegnare i rimbalzi, perché nessuno ha un uomo da tenere lontano dal canestro, e le seconde opportunità concesse aumentano. È inoltre vulnerabile al ricambio di palla veloce.

Cosa ne pensi?

Accedi per lasciare una reazione.

E

Direttore responsabile

Emanuele R.

Segue NBA, Serie A LBA ed Eurolega. Scrive di mercato, tattica e regolamenti, e cura la rubrica di fantabasket. Ogni articolo pubblicato su 24 Secondi passa dalla sua revisione.

Newsletter

Ti è piaciuto questo pezzo?

Riceverai una email di conferma: l'iscrizione si attiva solo dopo il tuo clic. Dati trattati secondo la Privacy Policy.

Commenti (0)

Accedi per partecipare alla discussione.

  • Nessun commento. Apri tu la discussione.