Draft NBA: come funziona, dalla lotteria alla firma
Lotteria, ordine di scelta, contratti garantiti e diritti sui giocatori

Il draft è il sistema con cui la NBA distribuisce i giocatori che entrano per la prima volta nella lega. L'idea di fondo è redistributiva: chi ha fatto peggio sceglie prima, così che il talento in ingresso vada dove serve di più.
È un principio semplice che genera problemi complicati, e capirli spiega buona parte delle decisioni che le squadre prendono a stagione in corso.
La lotteria
Le quattordici squadre rimaste fuori dai playoff partecipano a un sorteggio per le prime quattro posizioni. Le restanti si ordinano in base al record.
Dal 2019 le probabilità sono state appiattite: le tre peggiori squadre hanno la stessa probabilità di ottenere la prima scelta, invece di una scala che premiava nettamente l'ultima.
La modifica aveva uno scopo dichiarato: rendere meno conveniente perdere di proposito. Se arrivare ultimi non garantisce un vantaggio sensibile rispetto ad arrivare terzultimi, il calcolo cambia.
Il problema del tanking
Il tanking nasce da una contraddizione interna a qualsiasi sistema redistributivo.
Se chi fa peggio sceglie prima, una squadra che ha già perso la stagione a febbraio ha un interesse razionale a perdere ancora. Non è un comportamento scorretto nel senso di barare: è la risposta logica agli incentivi che il sistema stesso crea.
Le forme sono varie e quasi sempre difendibili una per una: far riposare giocatori acciaccati, dare minuti ai giovani, cedere veterani a scadenza. Nessuna di queste azioni è illecita. Insieme producono una squadra che non prova a vincere.
La NBA ha risposto su due fronti. Con l'appiattimento delle probabilità ha ridotto il premio; con l'attribuzione al commissioner di poteri sanzionatori — multe fino a dieci milioni di dollari e sottrazione di scelte — ha reso perseguibile il comportamento.
Resta un punto aperto: distinguere una squadra che perde di proposito da una che perde perché è giovane e sta ricostruendo è un giudizio, non una misura.
I due giri
Il draft si compone di due giri.
Le scelte del primo giro comportano contratti garantiti secondo una scala predeterminata, legata alla posizione. La prima scelta assoluta ha uno stipendio molto più alto della trentesima, e la cifra non è negoziabile.
Le scelte del secondo giro non danno contratti garantiti: sono accordi negoziabili, e non tutti i giocatori scelti restano in squadra. Molti finiscono in contratti a due vie, che alternano prima squadra e campionato di sviluppo.
Le scelte come merce di scambio
Qui il draft diventa lo strumento centrale del mercato.
Le scelte future si possono scambiare, e valgono molto proprio perché non contano nel monte stipendi. Una squadra bloccata dai limiti di spesa non può assorbire stipendi, ma può sempre pagare in scelte.
Esiste però un limite. Una franchigia non può privarsi delle proprie scelte di primo giro in anni consecutivi troppo lontani nel tempo — un vincolo pensato per impedire alle dirigenze di ipotecare un decennio inseguendo un risultato immediato.
Le protezioni
Una scelta può essere protetta: passa all'altra squadra solo se cade in un intervallo di posizioni stabilito.
Una scelta «protetta 1-10» resta a chi la possiede se finisce fra le prime dieci, e passa altrimenti. Se non si concretizza, tipicamente slitta all'anno successivo con protezioni ridotte, fino a trasformarsi in una scelta di secondo giro se non matura mai.
È il meccanismo che permette a una squadra di cedere valore futuro senza rischiare di consegnare la prima scelta assoluta in un'annata storta.
Quando leggi che una squadra ha ricevuto una prima scelta non protetta, quella è una concessione seria: passa comunque, qualunque sia la posizione.
Il percorso dei giocatori
I candidati arrivano da tre bacini principali: il campionato universitario americano, i campionati professionistici esteri, e i programmi di sviluppo della lega stessa.
Esiste un'età minima per l'eleggibilità, che ha storicamente spinto molti giocatori a passare un anno in un'università o in un campionato estero prima di entrare.
Perché conta per chi guarda
Molte trade che sembrano squilibrate si spiegano guardando le scelte future incluse.
Una squadra che cede un giocatore affermato ricevendo scelte non sta necessariamente perdendo: sta scambiando presente contro opzioni sul futuro, e il valore di quelle opzioni dipende da quanto sarà forte la squadra cedente negli anni coperti.
È il motivo per cui il valore reale di una trade si giudica anni dopo.
Domande frequenti
- Come funziona la lotteria del draft NBA?
- Le quattordici squadre rimaste fuori dai playoff partecipano a un sorteggio per le prime quattro posizioni. Dal 2019 le tre peggiori hanno la stessa probabilità di ottenere la prima scelta.
- Cosa significa che una scelta al draft è protetta?
- Una scelta protetta passa all’altra squadra solo se cade in un intervallo di posizioni stabilito. Se cade fuori da quell’intervallo resta a chi la possiede e slitta all’anno successivo.
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Direttore responsabile
Emanuele R.
Segue NBA, Serie A LBA ed Eurolega. Scrive di mercato, tattica e regolamenti, e cura la rubrica di fantabasket. Ogni articolo pubblicato su 24 Secondi passa dalla sua revisione.
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